Stamattina stavo ascoltando un album. Non dico quale, non è quello che mi interessa. Dico solo che è recente, del 2007.
Ascoltavo, e due canzoni mi hanno fatto scaturire due riflessioni diverse.
1) sentivo una frase come "Cerco tutto ciò che sa di vento di oceano e libertà", e dicevo... anch'io! E allora che ci sto a fare in un ufficio tutto il giorno, a riparare computer, installare software, reti e quant'altro? Poi mi sono reso conto che io l'oceano, il vento, la libertà, ce li ho dentro. E allora sì, li cerco anche fuori, ma in fondo li porto sempre con me, ovunque io vada. E prego Dio che questa cosa non cambi mai;
2) l'altra canzone parla della frenesia della vita... di come si corra, corra, corra, senza mai fermarsi, senza riflettere un attimo su dove stiamo andando, su cosa facciamo... a parte che c'è una canzone dei Lingalad (ormai mi avete sentito parlare di loro alla nausea) che - nonostante sia diversissima come stile - parla delle stesse cose, ma pensavo che se un cantante, ricco, famoso, affermato, arriva a scrivere un testo di questo tipo, vuol dire che siamo messi male. Se lui, che sicuramente ha più tempo, più possibilità di organizzarsi le giornate come gli pare, pensa e dice queste cose, immaginatevi chi lavora 10 ore al giorno...
...vabbè. Riflessioni più o meno sensate, più o meno banali, probabilmente lasciano il tempo che trovano. Avevo voglia di scriverle, ed ecco qui.